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            Soprattutto coloro che sono stati colpiti da emiparesi o da ogni altro tipo di deficit
            possono beneficiare di tale attività.
            Si  è  visto  inoltre  che  facendo  ciò  in  gruppo,  viene  stimolata  anche  la
            socializzazione, perché è anche un modo di stare con gli altri, rispettando però le
            distanze che intercorrono tra ogni individuo.
            Nella parola “psicomotricità” è insita la connessione della mente con il corpo: tale
            attività appare certamente nelle mansioni del fisioterapista, ma può anche essere
            campo di lavoro per chi tratta  l’individuo da un punto di vista psicologico e sociale
            come lo psicologo o  l’animatore. Le due figure non sono allora in conflitto, bensì
            diventano complementari.
            La psicomotricità trova un ampio riscontro in ambito educativo, nell’età evolutiva,
            orientando le sue azioni allo sviluppo armonico del bambino, ma i suoi principi la
            pongono come un valido intervento anche in età adulta, sia con persone anziane
            autosufficienti  sia  con  severe  compromissioni  afferenti  la  sfera  del  corpo,  delle
            emozioni e del pensiero. Queste tre sfere definiscono la globalità dell’approccio
            psicomotorio:  il  corpo  attiva  l’espressione  delle  emozioni  stimolando  vissuti,
            pensieri e narrazioni possibili, partendo dalle attività sensoriali e motorie, fino a
            quelle simboliche o specificatamente prassiche.  Le patologie neuro-degenerative
            nei loro differenti stadi vedono una graduale perdita della funzionalità corporea
            con la difficoltà a finalizzare le azioni, a coordinarle con il pensiero (aprassie), ad
            indirizzarle secondo la funzione di causa ed effetto. La sfera emozionale, afferente
            alla  dimensione  psichica  della  persona,  manifesta  disturbi  del  comportamento
            (wandering, aggressività, agitazione, insonnia) e psichici, come deliri, allucinazioni
            e stati depressivi. Eseguire un’attività comprende varie abilità come riconoscere
            l’oggetto,  seguire  una  logica,  eseguire  dei  movimenti  che  possono  essere
            automatici  o  possono  essere  il  risultato  di  un  pensiero  organizzato.  Pertanto
            corpo-emozione-pensiero  rappresentano  i  capisaldi  dell’azione  psicomotoria:
            costituiscono i fattori significativi nello sviluppo di ogni persona e si traducono da
            un punto di vista operativo in tre aree d’intervento: senso-motoria, immaginativa,
            rappresentativa. Sarà incentivata la proposta di semplici movimenti in sequenza
            che coinvolgono globalmente le parti del corpo, prevalentemente testa, braccia,
            mani, gambe e piedi. La sequenza dei movimenti viene presentata introducendo
            una  logica  di  semplice  apprendimento  della  sequenza  secondo  il  gioco
            psicomotorio  dei  contrasti:  aperto–chiuso,  in  alto  in  basso,  avanti–indietro,
            destra–sinistra, sopra–sotto... così possiamo aprire e chiudere le mani, le gambe,
            le braccia; portarle verso l’alto o il basso.
                  L’attivazione  senso-motoria  globale  favorisce  anche  il  riconoscimento
                    dello  schema  corporeo  con  la  possibilità  di  giocare  sulla  logica
                    combinatoria dei movimenti con le parti del corpo (mani sulle spalle, mani
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