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Progetto Re-Up 49
Soprattutto coloro che sono stati colpiti da emiparesi o da ogni altro tipo di deficit
possono beneficiare di tale attività.
Si è visto inoltre che facendo ciò in gruppo, viene stimolata anche la
socializzazione, perché è anche un modo di stare con gli altri, rispettando però le
distanze che intercorrono tra ogni individuo.
Nella parola “psicomotricità” è insita la connessione della mente con il corpo: tale
attività appare certamente nelle mansioni del fisioterapista, ma può anche essere
campo di lavoro per chi tratta l’individuo da un punto di vista psicologico e sociale
come lo psicologo o l’animatore. Le due figure non sono allora in conflitto, bensì
diventano complementari.
La psicomotricità trova un ampio riscontro in ambito educativo, nell’età evolutiva,
orientando le sue azioni allo sviluppo armonico del bambino, ma i suoi principi la
pongono come un valido intervento anche in età adulta, sia con persone anziane
autosufficienti sia con severe compromissioni afferenti la sfera del corpo, delle
emozioni e del pensiero. Queste tre sfere definiscono la globalità dell’approccio
psicomotorio: il corpo attiva l’espressione delle emozioni stimolando vissuti,
pensieri e narrazioni possibili, partendo dalle attività sensoriali e motorie, fino a
quelle simboliche o specificatamente prassiche. Le patologie neuro-degenerative
nei loro differenti stadi vedono una graduale perdita della funzionalità corporea
con la difficoltà a finalizzare le azioni, a coordinarle con il pensiero (aprassie), ad
indirizzarle secondo la funzione di causa ed effetto. La sfera emozionale, afferente
alla dimensione psichica della persona, manifesta disturbi del comportamento
(wandering, aggressività, agitazione, insonnia) e psichici, come deliri, allucinazioni
e stati depressivi. Eseguire un’attività comprende varie abilità come riconoscere
l’oggetto, seguire una logica, eseguire dei movimenti che possono essere
automatici o possono essere il risultato di un pensiero organizzato. Pertanto
corpo-emozione-pensiero rappresentano i capisaldi dell’azione psicomotoria:
costituiscono i fattori significativi nello sviluppo di ogni persona e si traducono da
un punto di vista operativo in tre aree d’intervento: senso-motoria, immaginativa,
rappresentativa. Sarà incentivata la proposta di semplici movimenti in sequenza
che coinvolgono globalmente le parti del corpo, prevalentemente testa, braccia,
mani, gambe e piedi. La sequenza dei movimenti viene presentata introducendo
una logica di semplice apprendimento della sequenza secondo il gioco
psicomotorio dei contrasti: aperto–chiuso, in alto in basso, avanti–indietro,
destra–sinistra, sopra–sotto... così possiamo aprire e chiudere le mani, le gambe,
le braccia; portarle verso l’alto o il basso.
L’attivazione senso-motoria globale favorisce anche il riconoscimento
dello schema corporeo con la possibilità di giocare sulla logica
combinatoria dei movimenti con le parti del corpo (mani sulle spalle, mani