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Progetto Re-Up 41
quei soggetti che hanno limitazioni cognitive. Il tradizionale modello di assistenza
per le persone in condizione di cronicità risulta complesso, costoso nello stesso
tempo poco flessibile e non sempre in grado di dare risposte ai bisogni. Di qui
l'esigenza di far emergere risorse e competenze presenti nella società, ma non
direttamente legate all'ambito sanitario, in grado di confrontarsi di integrarsi
nell'intervento pubblico. Nel campo delle demenze le risorse maggiormente
utilizzate, spesso in modo esclusivo ed eccessivo, sono quelle familiari e del
volontariato. Solo sporadicamente, invece vengono accolte altre opportunità
fornite da singoli individui o da altri attori sociali quali imprese, agenzie non-profit,
fondazioni, associazioni: tempo, spazi, risorse finanziarie e culturali, reti
istituzionali. Valorizzare le risorse per le demenze esterne al contesto sanitario
significa sviluppare un nuovo fattore produttivo che, a costi relativamente bassi,
può integrare positivamente l'azione dei servizi sociosanitari. La partecipazione
attiva è un fattore di prevenzione della fragilità e della disabilità, ma il medesimo
concetto può essere applicato a persone già disabili come quelle affette da
demenza, ecco che l'animazione diventa strumento per favorire l'interazione con
il singolo malato, ma anche per stimolare ed aggregare la partecipazione di
elementi della società. L'approccio alla demenza richiede la creazione di una rete
di interventi volti ad affrontare le complesse esigenze del malato, che peraltro
hanno caratteristiche molto diverse a seconda delle varie fasi della malattia, e allo
stesso tempo supportare la famiglia nel lungo decorso della patologia.
Il progetto "Re-Up" si pone l'obiettivo di far emergere pratiche migliori, innovative
per affrontare le demenze, per promuovere e favorire una buona qualità di vita
degli ospiti e dei loro familiari.
L'attività, tanto mentale che fisica, rappresenta un bisogno umano fondamentale,
ma le persone affette da demenza sono scarsamente in grado di parteciparvi a
causa della mancanza delle capacità fisiche o cognitive che garantiscono il
coinvolgimento. Questo non significa però che quelle medesime attività non
possono essere modificate per andare incontro alle residue abilità delle persone
con demenza, tenendo nel contempo presente che debbono comunque
mantenersi aderenti il più possibile alle caratteristiche originarie, altrimenti
finirebbero per risultare non più riconoscibili.
Le attività di animazione risultano essere un valido alleato nella prevenzione dei
disturbi comportamentali associati spesso alle fasi più avanzate e gravi di
demenza. Infatti la noia e l'isolamento che risultano da una condizione di inazione,
favoriscono molti dei disturbi del comportamento di tipo affettivo psicotico, che
affliggono coloro che sono affetti da demenza e che costituiscono il sintomo forse
più distruttivo che i familiari si trovano a fronteggiare. Prima di impostare il
programma di attività è però necessario procedere ad una attenta valutazione,
non solo delle abilità funzionale cognitive della persona, ma anche della sua storia